A dicembre 2019 il tasso di disoccupazione in Italia risultava stabile al 9,8%, lo stesso livello registrato a novembre. Lo ha rivelato l’Istat, spiegando che il numero delle persone in cerca di lavoro segna un “lieve” aumento su base mensile. Nel dettaglio, i disoccupati crescono tra gli uomini (+28mila) e tra gli under50, a fronte di una diminuzione tra le donne (-27mila) e gli ultracinquantenni.

La lieve crescita delle persone in cerca di lavoro si registra tra gli uomini (+2,2%, pari a +28 mila unità) e tra gli under50, a fronte di una diminuzione tra le donne (-2,2%, pari a -27 mila unità) e gli ultracinquantenni. Il tasso di disoccupazione risulta tuttavia stabile al 9,8%; rimane invariato anche il tasso di disoccupazione giovanile (28,9%). La crescita degli inattivi riguarda sia gli uomini sia le donne e tutte le fasce d’età a esclusione dei giovanissimi tra i 15 e i 24 anni. Il tasso di inattività sale al 34,2% (+0,1 punti percentuali).

Sebbene i dati confermino almeno una stabilità del fenomeno, la disoccupazione è una vera e propria piaga sociale con conseguenze negative non solo sul piano economico e sociale ma anche e soprattutto sul piano personale.

Il lavoro, oltre a garantirci un livello economico o uno stipendio, è anche una fonte di benessere e di equilibrio psicologico e sociale.

Lo stato di disoccupazione, al contrario,  incide profondamente sulla nostra autostima e sul nostro senso di efficacia: non riuscire a provvedere a se stessi, o peggio ancora alla propria famiglia, possono alimentare l’insorgere di un senso di profonda inadeguatezza e alimentare credenze circa la propria incapacità, il fatto di essere dei buoni a nulla, degli sfortunati o peggio ancora che non ci meritiamo nulla di buono.

La disoccupazione, soprattutto se reiterata nel tempo, può farci sprofondare in un vortice di malessere dal quale potrebbe essere molto difficile uscire.

Secondo quanto afferma l’American Psychiatric Association (APA), “le persone disoccupate corrono un rischio maggiore di soffrire di problemi psicologici quali depressione, ansia, sintomi psicosomatici, scarso benessere psicologico e bassa autostima” (Paul & Moser, 2009).

C’è da evidenziare una differenza sostanziale tra chi è in cerca della prima occupazione e può avere difficoltà nel trovare lavoro e chi, invece, d’improvviso si ritrova disoccupato.

Chi è in cerca della prima occupazione, anche se può incontrare delle difficoltà o dei momenti di scoramento, ha generalmente più risorse e più fiducia su cui poter fare affidamento.

La perdita del lavoro, al contrario, può determinare un vero e proprio shock, con sentimenti di confusione, di impotenza e disorientamento. Improvvisamente non sappiamo più cosa fare della nostra vita, non riusciamo a vederne il futuro.

Qualora poi la condizione di disoccupazione si prolunghi nel tempo, anche l’esperienza sociale ne risulterebbe compromessa, a causa di una diversa vita quotidiana e della tendenza ad isolarsi dalla vita sociale, il senso di vergogna e l’insicurezza. Situazioni che peggiorano sempre di più anche per via dell’indifferenza e del disprezzo di chi non sa comprendere il momento di difficoltà. Non è insolito che la persona disoccupata entri in una spirale depressiva in cui gli stimoli di reazione attiva sono sempre meno e le probabilità di soccombere sempre maggiori.

Bene, sia che tu sia alla ricerca della prima occupazione e stai incontrando delle difficoltà, sia che abbia perso il lavoro, lo stato di disoccupazione non deve essere mai il momento per arrendersi quanto piuttosto il momento per rimettersi in pista e rilanciarsi sia a livello professionale che personale.

Come ho scritto in un precedente articolo, ricercare un lavoro è esso stesso un lavoro.Pertanto, non pensare di non aver improvvisamente più nulla da fare. Hai appena cominciato.

A tal proposito, di seguito potrai trovare alcune attività e indicazioni con le quali tenerti impegnato a 360° nella ricerca del tuo nuovo lavoro e vivere lo stato di disoccupazione come un momento estremamente creativo e di crescita personale e professionale.

  1. di curriculum efficaci ne abbiamo già parlato nel precedente articolo: è molto importante che il cv sia in un certo senso “confezionato” per l’azienda al quale vuoi sottoporre la tua candidatura, in modo tale da aumentare la probabilità di suscitare interesse nel selezionatore. Se sei alla ricerca di una nuova occupazione e magari sono almeno 10 anni che non metti mano al tuo curriculum, forse è arrivato il momento di farlo;
  2. creati una nuova routine e mettila subito in pratica: datti degli obiettivi, anche piccoli e cerca di perseguirli ogni giorno: guardare la televisione non porterà il lavoro in casa tua;
  3. fai un bilancio delle tue competenze: cosa hai fatto fino ad oggi, quali sono i tuoi punti di forza a livello di skills e quali invece quelle che potresti migliorare per rendere più accattivante e più competitiva la tua candidatura;
  4. non stalkerizzare le aziende/imprese: fai piuttosto una analisi di mercato e  seleziona  quelle che potrebbero essere potenzialmente in linea con il tuo profilo professionale;
  5. lavora sul tuo network: vecchi amici e conoscenze in momenti come questo potrebbero rappresentare una risorsa, cosi come strumenti quali LinkedIn, per rimettere in sesto la tua rete professionale di contatti;
  6. concediti qualche svago e tempo per coltivare qualche tua passione: concediti del tempo per lavorare ad un progetto che ti appassiona (magari potrebbe diventare il tuo nuovo lavoro), ad un hobby che trascuravi da tempo e in generale a qualcosa che ti appaga e ti rende sereno. Ci sono tantissime attività che si possono realizzare senza spendere un euro!
  7. lavora sulle tue competenze: accresci il tuo bagaglio di conoscenze! Ci sono tantissime risorse assolutamente gratuite di cui puoi liberamente usufruire (online ma anche offline). Potresti, ad esempio, dedicarti allo studio di una lingua straniera o perfezionare il tuo inglese se non l’hai ancora fatto! Ci sono inoltre tantissime opportunità formative professionalizzanti assolutamente gratuite da poter cogliere (in questi casi potrebbe essere utile rivolgersi al Centro per l’Impiego di zona o anche ai siti istituzionali delle Regioni nelle pagine del sito dedicate alle attività formative gratuite e non solo);
  8. accetta i momenti di tristezza e di scoramento: sono naturali e potrebbero essere la vera chiave del tuo cambiamento;
  9. sii curioso di sperimentarti anche in qualcosa di alternativo alle tue competenze: potreste riscoprirti appassionato di qualcosa che mai avresti immaginato;
  10. continua a seguire siti e blog come SOS skills, per essere sempre aggiornati sul mondo del lavoro e usufruire di pillole dedicate alla crescita personale e professionale.