A nessuno piace perdere tempo. Soprattutto se si tratta dei nostri progetti e dei nostri obiettivi. Perdere tempo ci genera frustrazione e ci allontana dal raggiungimento dei risultati desiderati.

In questo nuovo articolo parleremo di alcuni fattori, diciamo, “sopravvalutati” in merito alla nostra produttività, lavorativa e non.

Ci sono senza dubbio degli elementi e degli accorgimenti che possono favorire e incrementare la produttività tanto a livello individuale quanto a livello delle organizzazioni e che possono rendere più efficienti le nostre performance.

Ci sono però altrettanti elementi che, al contrario, vengono sopravvalutati e che ostinandoci di perseguirli, invece di favorire e supportare la produttività, possono ostacolarla.

Vediamo insieme questi elementi nel concreto e cerchiamo di analizzarli uno ad uno:

  • la pianificazione: pianificare è senza dubbio importante, anzi fondamentale per far si che i nostri progetti abbiano un senso oltre che un piano d’azione. Pianificare troppo però, può essere in alcuni casi controproducente, soprattutto se manteniamo un approccio rigido e non flessibile.  La pianificazione ci deve, di fatto, supportare e non imprigionare. Pianificare, soprattutto a lungo termine, fa si che interpretiamo il futuro secondo le logiche del passato e soprattutto che riduciamo le nostre possibilità di azione. Se le condizioni cambiano, dobbiamo essere flessibili e rivedere i nostri piani. Pianificazione si, ma con flessibilità.
  • imparare dagli errori: perché è un elemento sopravvalutato? Senza dubbio sbagliare è fondamentale e umano, è molto meglio fare un errore piuttosto che rimanere immobili, ma sicuramente non può essere eletto a mantra della vita. Sbagliare, infatti,  non ci insegna necessariamente a fare la cosa giusta: sicuramente ci insegna a non replicare quella sbagliata. Meglio  replicare un successo, una cosa che ha funzionato che non replicare una che non ha funzionato. Il successo ci guida di più. (e continua ad essere valido anche imparare dagli errori).
  • il superlavoro: questo è senza dubbio il punto sopravvalutato più importante. Ammazzarsi di lavoro, costringersi ad orari e ritmi inumani, rinunciare al sonno, ai week-end e al tempo libero,  non aumenterà il vostro valore e la vostra efficacia, anzi li distruggerà. Perché? Perché sarete talmente stanchi, nervosi e provati che non avrete risorse necessarie per dedicarvi ai vostri progetti, perché non avrete la mente libera per essere creativi, perché non sarete predisposti a collaborare con i vostri colleghi, anzi, porterete anche nervosismo all’interno del gruppo. Darsi degli orari, fissare dei paletti e concedersi del tempo libero, non vi renderà degli scansafatiche, al contrario vi renderà più produttivi ed efficaci.

Questi tre punti sono senza dubbio difficili da scardinare perché l’opinione comune ci vuole programmati e organizzati al minuto come robot, piegati al sacrificio e a sacrificare tempo libero e impegni personali per dedicarci completamente all’attività lavorativa e raggiungere dei risultati accettabili. Prenderli invece uno ad uno e riorganizzarli in maniera più efficace e aderente alle reali esigenze risolverà molti più problemi di quelli che pensiamo di risolvere utilizzandoli (se mi do degli orari per dedicarmi al lavoro e per staccare la spina, sarò senza dubbio più produttivo ed efficace rispetto al lavorare senza sosta e senza avere tempo libero).

Provare per credere!