In un precedente articolo abbiamo analizzato gli effetti della cosiddetta “invasione digitale” sul mercato del lavoro ai tempi della rivoluzione industriale 4.0. La preoccupazione crescente per una progressiva disoccupazione tecnologica esige una riflessione sul gap tra competenze possedute e competenze richieste dal mercato.

Ma quali sono le competenze che vengono effettivamente richieste per essere competitivi e come stanno cambiando? Analizzando le statistiche recenti, possiamo senza dubbio affermare che questi cambiamenti sono estremamente rapidi.
Il World Economic Forum nell’ultimo report pubblicato propone la classifica delle 10 skill che nel 2020 faranno la differenza per avere successo nei tempi della rivoluzione industriale 4.0. Nell’articolo, che potete trovare integralmente qui sotto, viene inoltre riportata la classifica delle stesse 10 skill ma del 2015.
Salta subito all’occhio che la “creatività” è passata da essere ultima in classifica nel 2015 a conquistare la terza posizione per il 2020. Una notevole scalata in una manciata di anni. Lo stesso vale per le prima due classificate, ovvero problem solving e pensiero critico, tutte competenze, quindi, tipicamente umane, cosi come l’intelligenza emotiva.
Sembra quindi, che la paura di essere sostituiti dalle macchine, sia per il momento archiviata, anzi, le aziende stanno sempre più puntando su queste competenze trasversali, o meglio soft skills, che sono alla base della produttività e del sistema economico in generale e per le quali noi, non siamo adeguatamente formati.

Perché non lo siamo?

Sebbene infatti, queste abilità e capacità facciano parte di noi, in quanto umani, il nostro sistema formativo tende a puntare più su conoscenze di tipo tecnico e contenutistico.
Per ricollocarsi e posizionarsi nel mercato del lavoro 4.0 ed essere veramente competitivi, bisogna sviluppare invece queste competenze critiche in grado di fare la differenza.