La produttività è senza dubbio uno dei fattori determinanti per avere successo nel mondo del lavoro ed è uno dei fattori sui quali le aziende puntano di più per far fiorire il loro business.

A livello organizzativo, quello che le aziende ricercano, infatti, sono candidati che siano:

  • produttivi ovvero che contribuiscano attivamente al raggiungimento degli obiettivi aziendali attraverso l ‘utilizzo della creatività e dell’innovazione;
  • motivati (intrinsecamente), perché la motivazione intrinseca è un ingrediente fondamentale per stimolare il nostro potere creativo;
  • organizzati ovvero in grado di integrarsi efficacemente all’interno della cultura organizzativa dell’azienda.

Per non parlare poi delle competenze richieste, la lista è davvero lunga tra hard e soft skills.

Se da un lato le aziende sono sempre più esigenti, dall’altro i candidati sono sempre più investiti da aspettative altissime e da richieste che  sembrano inarrivabili e irraggiungibili (se non intraprendendo percorsi formativi e di specializzazione estenuanti e senza fine).

Ma è davvero cosi?  Come possiamo allora fare la differenza ed essere davvero competitivi nell’attuale scenario lavorativo?

In realtà, a tua disposizione hai tutto quello che ti serve per farcela. 

Il libro “Rework. Change the way you work forever” di Jason Fried e David Heinemeier Hansson , mostra come riuscire ad essere produttivi in modo concreto e pratico, fornendo una serie di spunti davvero interessanti su come organizzare il lavoro che vanno anche contro tutta una serie di capisaldi che adesso cercheremo di analizzare e contestualizzare insieme uno ad uno, ma che non sono affatto da sottovalutare soprattutto se vorrete creare una vostra impresa, una vostra realtà:

  • documenti e report troppo astratti fanno perdere un sacco di tempo, troppo: tipicamente, quando si chiede a qualcuno un lavoro, di solito si chiede anche un resoconto, un report dell’attività svolta. Questa attività fa perdere un sacco di tempo sia a chi produce il report sia a chi lo deve leggere, se il resoconto è un manoscritto di 300 pagine. Molto più produttivo ed efficace un documento che riporti in maniera diretta e schematica i risultati ottenuti, che saranno più funzionali sia per il committente che per il consulente che in questo modo avrà avuto più autonomia e mente libera per svolgere al meglio il lavoro commissionato. Probabilmente però, siamo ancora portati a credere che il lavoro di 300 pagine sia molto più di qualità e di livello  di un lavoro schematico e per punti (anche se poi ci abbiamo impiegato ore per leggerlo!). LA COMPETENZA E’ NELLA QUALITÀ’ DEL TEMPO DEL TUO LAVORO NON NELLA QUANTITÀ’, ciò che le persone pagano per la tua consulenza è la tua competenza non certo la quantità di tempo che dedichi per produrre il lavoro;
  • le interruzioni uccidono la produttività (e la creatività): oggi viviamo in un mondo continuamente connesso (scommetto che la prima cosa che fate non appena svegli e prendere il cellulare, e non solo per spegnere la sveglia!). Ebbene, le distrazioni, le interruzioni uccidono la produttività, interrompono il nostro flusso creativo in maniera irreparabile. Per produrre di più, per creare ed essere creativi abbiamo bisogno di tempo, di tempo per concentrarci e focalizzare le nostre risorse sulle nostre attività. Tante aziende hanno introdotto delle soluzioni davvero innovative per aumentare la produttività, come il  No-Talk day (ovvero un pomeriggio, un giorno a settimana in cui è vietata qualsiasi forma di distrazione esterna, comprese le mail di lavoro). Anche come liberi professionisti, possiamo implementare questo tipo di soluzioni e dedicarci del tempo per lavorare ai nostri progetti massimizzando le nostre risorse;
  • troppe riunioni sono tossiche:  siamo abituati a fare riunioni per tutto, troppo. A chi non è mai capitato di andare ad una riunione e alla fine non capire perché si era stati convocati, perché era necessaria la propria presenza li.  Troppe riunioni, non sono portano via tanto tempo ma sottraggono tempo, energie e risorse anche alla produttività. Gli autori a tal proposito sostengono che bisognerebbe fare riunioni quando sono necessarie, darsi un tempo stabilito con dei punti del giorno da trattare e far partecipare solo le persone strettamente necessarie e coinvolte;
  • decisioni piccole vs grandi decisioni : una grande decisione meglio dividerla in micro decisioni che ci consentiranno eventualmente di aggiustare il tiro e di monitorarne i risultati cosi come di correggere eventuali errori.

Se vorrete fare i manager d’impresa, creare una vostra realtà organizzativa o se vi trovare a lavorare/coordinare un gruppo di lavoro questi consigli possono essere davvero un ottimo spunto di riflessione (e pratico soprattutto) per rendere efficiente il vostro management e favorire la produttività della vostra impresa (sia essa personale o no).