Come creare il contesto psicologico idoneo a massimizzare le nostre capacità creative e innovative?

Abbiamo visto come la motivazione intrinseca ovvero quella che ci consente di sentirci realizzati e appagati nella realizzazione di un compito rappresenti la leva per stimolare comportamenti creativi e innovativi.

A tal proposito, un modello assolutamente calzante per comprendere e provare a spiegare questa dinamica è sicuramente quello del Flow di Mihály Csíkszentmihályi.

Psicologo di fama internazionale trasferitosi negli Stati Uniti a 22 anni, è uno dei padri fondatori della Psicologia Positiva. Avviò diversi studi sul flusso di coscienza, in particolare analizzando il meccanismo che si innescava negli artisti quando ritenevano di trovarsi sulla “strada giusta” per la realizzazione di un’opera. La condotta era caratterizzata da massima concentrazione, assenza di stanchezza e alterazione totale del senso del tempo che scorreva. Dal tema della creatività, si spostò quindi a quello della motivazione intrinseca, individuando nel comportamento che aveva osservato negli artisti la massima espressione di motivazione interiore, tale da generare di per sé gratificazione e sostenere l’individuo nel perseguimento dell’obiettivo.

Da qui elaborò la Teoria del Flow, inteso come lo stato di flusso, esperienza totalmente gratificante nella quale l’individuo si immerge ogni volta che fa qualcosa che gli piace e gli procura godimento. Si tratta quindi di uno stato psicologico soggettivo, assolutamente positivo, che corrisponde alla completa immersione in un compito e scaturisce dalla relazione tra abilità soggettive della persona (livello di competenza e abilità) e il livello di sfida del compito.

Sostanzialmente, per capire dove si posiziona il nostro stato psicologico dobbiamo rispondere a due semplici domande:

1) Il compito è sfidante?

2) Sto utilizzando al massimo le mie competenze e abilità?

Se rispondiamo sì a entrambe le domande siamo nell’area più potente per il nostro potenziale creativo e di apprendimento. Se rispondiamo sì solo alla seconda domanda ci troviamo comunque in aree funzionali ad alcuni compiti, dove possiamo utilizzare maggiori competenze e capacità: si tratta delle aree del “controllo”(siamo a nostro agio con il compito e comunque miglioriamo la nostra capacità) o, per livelli di sfida inferiori, del “relax” dove comunque stiamo consolidando le nostre capacità. Se invece ci troviamo a operare utilizzando meno competenze rispetto alla media, stiamo distruggendo il nostro potenziale creativo. Se il compito è altamente sfidante sperimentiamo ansia e preoccupazione (riteniamo di avere davanti compiti troppo difficili), se il compito non è sfidante siamo nell’area dell’apatia e della noia (purtroppo le più frequentate).

Csíkszentmihályi identifica inoltre alcune caratteristiche tipiche del flow, che tramuteremo in pillole davvero interessanti:

1) Obiettivi chiari: mentre sperimenti il flusso sai esattamente quello che vuoi e lavori intensamente per realizzarlo;

2) Feedback immediati: nel flusso riesci a capire quasi subito se stai andando nella direzione giusta. Hai quella strana sensazione che le cose stanno andando bene (o male) e senti la spinta a continuare (oppure a cambiare). Riesci a valutare con sicurezza i risultati che stai ottenendo, automotivandoti a persistere;

3) Sfidarsi, ma non troppo e nemmeno troppo poco: davanti a un compito troppo difficile vince la frustrazione, davanti a uno facile la noia. La massima concentrazione e motivazione la raggiungi quando sei coinvolto in quello che stai facendo, in un equilibrio tra la difficoltà da superare e le tue competenze;

4) Azione – Consapevolezza -Senso del tempo: nel flusso sei presente al 100%. Non esiste il mondo esterno perché sei concentrato sul tuo lavoro. Esiste soltanto il “qui e ora”. Il tempo sembra fermarsi, le ore sembrano durare minuti;

5) Il piacere prima di tutto: durante il flow quello che stai facendo è un piacere in sé. È gratificante. Non c’entrano i soldi, la fama, il successo. Molti creativi fanno quello che fanno solo per amore del loro lavoro. I risultati straordinari arrivano di conseguenza.

TIPS & TRICKS

– definire subito un obiettivo preciso, e un piano per raggiungerlo, aumentano la tua motivazione;

– fissa dei parametri che misurino le tue performance, ti aiuteranno a dare un giudizio più equilibrato;

– scegli con cura quale sfida cogliere, qualcosa che riesca a motivarti per molto tempo. Per farlo, devi conoscere quali sono le tue abilità e quanto valgono…..puoi sempre migliorarle. Elimina ogni distrazione e ogni possibile interruzione come telefonate, messaggi, ecc;

– domandati cosa ti piace fare e inizia a farlo, subito, senza paura di fallire e senza aspettarti dei capolavori o di fondare una multinazionale in sei mesi. Inizia in piccolo nei ritagli di tempo, fai delle prove, sperimenta, acquisisci esperienze. Soprattutto, INIZIA!