Ci sono momenti nella vita in cui ci rendiamo conto che la situazione che stiamo vivendo va oltre le nostre forze, che nonostante tutti gli sforzi continuiamo a girare intorno alle cose che ci interessano, che in maniera ricorsiva continuano a ripresentarsi gli stessi problemi.

Ognuno di noi ha i propri obiettivi da realizzare nella vita: quando ci sentiamo persi,come se fossimo dentro un labirinto è perché ci siamo allontanati dal nostro percorso. Bisogna imparare a ritrovare la strada.

Cambio lavoro o rimango dove sono? Scelgo questo corso o è meglio l’altro? Mi trasferisco per avere maggiori opportunità o rimango nella mia città? Grandi o piccoli, questi sono solo alcuni dubbi che a tutti è capitato di vivere.

Potremmo fare, infatti, tantissimi altri esempi, ma la sostanza è che ci sono momenti della vita in cui ci sentiamo “bloccati” da problemi di cui non vediamo soluzione e che nonostante tutti i nostri sforzi non riusciamo a venirne a capo.

Questi blocchi sono momenti fondamentali del nostro percorso: bisogna imparare a viverli nel modo giusto e ripartire.

Questi “blocchi esistenziali” anche se si manifestano verso scelte lavorative, familiari, sono sempre la manifestazione di un nostro conflitto interiore, che spingendoci in direzioni opposte, alla fine ci rende immobili, senza riuscire più ad andare avanti. Forse abbiamo preso la strada sbagliata o forse ci stiamo ostinando a perseguire una strada che ci ha allontanati da ciò che ci fa stare bene. Alcune volte è ancora più difficile uscire da questi blocchi perché magari la “strada scelta” è quella approvata dai genitori, dalla società e dagli amici (come posso lasciare un posto fisso per inseguire il mio sogno lavorativo?).

Ma non esistono “strade sbagliate” perché ogni cammino è sempre funzionale alla realizzazione di ciò che ci caratterizza.

A volte però può capitare di lasciarsi influenzare dalle richieste, dalle aspettative e dai ricatti emotivi e questo genera in noi confusione.

E allora cosa fare?

Innanzitutto cominciare a vedere questi momenti di blocco come la soluzione e non come il problema: rappresentano l’occasione per porci le domande giuste, guardare dentro di noi e riconoscere che non stiamo bene e che magari non ce la facciamo da soli.

Lo stallo insomma è la migliore cosa che ci possa capitare, rappresenta una grande occasione perché ci impedisce di insistere in una direzione sbagliata e ci costringe a chiederci “Cosa voglio veramente?”.

Altra azione fondamentale è bloccare tutte le considerazioni, tutti i giudizi negativi e osservare cosa non va: in queste situazioni infatti è sovente cominciare a produrre pensieri negativi su noi stessi e sulla nostra vita annessi a emozioni negative come tristezza, inquietudine e senso di colpa. Fermare tutte le considerazioni, i commenti e i giudizi ci portano invece ad una autentica osservazione di noi stessi e di tutte le identificazioni, i “falsi io” costruiti per far parte di qualcosa, per non essere esclusi dalla società, per compiacere i propri genitori etc.etc.

Quando non sai come uscire da un problema, la cosa da fare non è sforzarsi di più, al contrario fermati e lascia tutto come è. Questo farà evolvere la tua crisi in senso favorevole e riconoscerlo è il primo passo per sbloccare tutto.