In questo periodo storico il mercato del lavoro è sempre più caratterizzato da un elevato livello di flessibilità.

Se da un lato il tanto discusso “posto fisso” non esiste più e sta via via scomparendo, dall’altro le persone sono sempre più inclini a vivere diverse stagioni professionali, rimettendosi in gioco e riscoprendo diversi percorsi professionali o diversi ambiti di applicazione delle proprie competenze. Le aziende, allo stesso tempo, al fine di sostenere la propria produttività e redditività, ricercano nei candidati competenze sempre più specifiche che non possono essere sostituite dalle macchine e dagli inevitabili progressi della digitalizzazione.

Bilancio di Competenze

Nel corso dei primi articoli ho introdotto che valutare la propria cassetta degli attrezzi e un passaggio fondamentale in tutte le fasi della propria vita professionale, tanto in occasione di un primo inserimento lavorativo che in successive rivalutazioni del proprio sviluppo di carriera e del proprio percorso professionale per trasferire le proprie competenze da un contesto lavorativo ad un altro. Sono infatti sempre più frequenti nelle persone il bisogno di cambiamento e di miglioramento professionale. Valutare le proprie competenze è inoltre un passaggio imprescindibile per rendere operativi quelli che sono i nostri obiettivi professionali, capire come raggiungerli e acquisire gli strumenti adeguati per farlo.

Rispetto al passato, infatti, non ci si accontenta più di avere un lavoro, ma le persone vogliono il lavoro, quello che si adatti alle proprie attitudini e ai propri obiettivi professionali e quello nel quale utilizzare tutte le proprie competenze e abilità.

Come fare quindi? Il bilancio di competenze è uno strumento che nasce proprio per dare risposte alla centralità assunta dalle competenze del lavoratore e dalla ricerca di queste ultime. Questo strumento risponde specificatamente all’esigenza sia di individuare i punti di forza e i punti di debolezza della persona che dalla necessità di sviluppare la sua professionalità.

Il bilancio di competenze prende piede intorno alla metà degli anni ’80 in Europa, soprattutto in Francia, dove diventa addirittura uno strumento riconosciuto a livello normativo che serve ai lavoratori per fare il punto sul proprio percorso professionale al fine di veder riconosciuto dalle aziende le competenze acquisite in funzione di avanzamenti di carriera.

Il modello francese non è però stato trasferito in toto negli altri paesi europei, anche se in Italia il Bilancio di Competenze costituisce una fondamentale base per l’accesso al percorso di certificazione nazionale delle competenze previsto dal D.Lgs. 13/2013 ed è utilizzato come strumento fondamentale all’interno delle pratiche di orientamento formativo e professionale.

E’ uno strumento di orientamento efficace che, se gestito da un esperto, consente di fare il punto su se stessi, un vero e proprio check-up professionale e personale, al fine di avere una fotografia concreta sui fattori determinanti del patrimonio professionale posseduto, enfatizzando le specificità e peculiarità e individuando un puntuale piano formativo per colmare eventuali gap tra competenze possedute e opzioni professionali individuate.

Un percorso di bilancio di competenze, soprattutto se decidiamo di affidarci ad un professionista nell’ambito di un percorso consapevole di orientamento professionale e formativo, al di là di ogni personalizzazione che si rende necessaria di volta in volta, deve cercare di soddisfare sempre quattro grandi finalità di base:

1. individuare le competenze già presenti nella persona che sono pronte per essere investite in un progetto di inserimento sociale o professionale o, in alternativa, definire le potenzialità che possono essere sviluppate allo stesso scopo;

2. sostenere e promuovere lo sviluppo di capacità di auto-valutazione e di scelta, tali da diminuire lo scarto tra il piano ideale e piano reale che a volte intrappola in lunghe fasi di stasi, di indecisione e crescente frustrazione;

3. aiutare a potenziare le risorse personali ed emozionali, che rappresentano un potente mezzo per affrontare le situazioni di cambiamento in cui è necessario saper mantenere sempre viva la capacità di progettare e riprogettare il proprio futuro; 4. elaborare un progetto concreto e cantierabile per il proprio sviluppo personale/professionale.

Perché è importante affidarsi ad un professionista esperto? Perché un buon bilancio di competenze prevede una serie di momenti di insight fondamentali per raggiungere le finalità per le quali il bilancio viene richiesto.

Uno degli insight fondamentali è costituito dalla riflessione sulla motivazione che implica la possibilità di conoscere meglio quali sono gli aspetti che riescono a dare maggiore benessere e soddisfazione ed integrarli nella propria routine e nel proprio futuro.

La classificazione dei propri interessi è un altro elemento fondamentale, strettamente connesso alla motivazione, che permette di considerare le situazioni di lavoro e non solo, che attraggono e che possono, per questo, motivare.

L’individuazione delle capacità personali che sono richieste dalle attività che interessano è un passo fondamentale per capire se esse si incrociano con conoscenze e competenze già presenti in relazione alla propria esperienza, oppure se è necessario pensare a delle opportunità per sviluppare tali aspetti.

L’analisi di altri importanti aspetti personali, infine, può essere molto importante per guidare la progettazione attiva del proprio futuro e per aiutare ad avere un ruolo attivo anche in quelle condizioni in cui alcune scelte vengono, ad esempio, subite. Questa analisi indaga aree importanti che riguardano l’analisi di risorse e punti deboli, la percezione di sé, gli stili di pensiero rispetto al futuro ma anche le modalità di comunicazione. In questo contesto l’analisi dei valori può aiutare a prendere consapevolezza di quegli aspetti della vita ritenuti importanti, in modo da mantenerli vivi di fronte alle scelte personali e professionali, rispettando il loro diverso peso interiore non soltanto in modo ideale ma anche sul piano reale delle scelte.

La metodologia del bilancio di competenze permette una forte personalizzazione in modo da adattarla alle specifiche esigenze e richieste e, a seconda dell’impostazione seguita dal professionista, può prevedere sia incontri individuali che anche sedute di gruppo. Nel caso in cui il bilancio sia svolto singolarmente, sono necessari almeno 4/5 incontri, mentre nel caso di bilanci di gruppo, sono previsti 3/4 incontri e un incontro finale individuale.

A prescindere che si intraprenda la prima o la seconda modalità, lo sviluppo del bilancio si articola generalmente su 3 fasi:

  1. fase di accoglienza e presentazione
  2. fase centrale di svolgimento dell’azione
  3. fase conclusiva di restituzione

Fonte: Petruccelli, Messuri, Santilli (2012). Bilancio di Competenze e orientamento professionale e scolastico. Studi e Ricerche, Franco Angeli Editore