Prima di iniziare il nostro viaggio alla scoperta delle soft skills, a come acquisirle, svilupparle e implementarle nella nostra cassetta degli attrezzi, è importante fare alcune considerazioni.

Negli articoli precedenti abbiamo sommariamente visto quelle che sembrano essere le “competenze critiche” ricercate dalle aziende, in grado di fare la differenza per essere davvero competitivi e posizionarci nel mercato del lavoro nell’epoca del 4.0.
Creatività, pensiero laterale, problem solving, intelligenza emotiva, comunicazione efficace, empatia, leadership e influenza sociale, decision making, tutte competenze tipicamente legate al fattore umano e che difficilmente riusciamo ad apprendere nell’ambito dei percorsi formativi. Questo perché, come già accennato, il nostro sistema formativo tende a non prevedere questo tipo di formazione, privilegiando invece l’acquisizione di competenze tecniche, ovvero la parte hard della nostra cassetta degli attrezzi.
Le hard skills infatti, sono le competenze tecniche, ovvero quelle che possiamo far conoscere attraverso il nostro curriculum perché riguardano tutte quelle abilità e conoscenze acquisite attraverso i nostri studi, le nostre specializzazioni e le nostre esperienze in settori specifici. Per essere davvero competitivi, quindi, è importante trovare nel nostro bagaglio professionale di competenze il giusto equilibrio tra parte hard e parte soft.
Visto che le soft skills, come vedremo, sono molte, ognuno dovrebbe individuare quelle che sono richieste nei propri ambiti professionali di interesse e svilupparle ed allenarle al fine di aumentare il proprio potenziale di impiego, la cosiddetta employability, in poche parole la probabilità di attirare il lavoro giusto per noi nel momento in cui le competenze richieste dal mercato incontrano le nostre.